Andre
è un giovane ragazzo di una cittadina nel sud della Moldavia. La sua
vita è fatta di piccoli lavori saltuari e tante giornate passate a
vagare nel nulla della sua terra. Quando un giorno un signore turco,
elegante, gentile e ostentatamente ricco, irrompe nella sua vita
offrendogli un sacco di soldi in cambio di uno dei suoi reni, Andre
non ha il minimo dubbio su quale risposta dargli.
Parte
per la Turchia dove arriva senza sapere in quale città si trova
esattamente; gli dicono che quella notte dormirà in un seminterrato,
poi la mattina seguente lo accompagneranno in una clinica per
l'operazione. Ma l'indomani Andre, svegliandosi, si accorgerà che
l'operazione ha già avuto luogo; che lo hanno narcotizzato mentre
dormiva, l'hanno trasportato chissà dove, gli hanno rubato il rene,
e poi lo hanno riaccompagnato in quel seminterrato, dove sarà solo e
senza nulla che possa condurre gli investigatori a cui si rivolgerà,
agli autori del crimine subito.
Rhuma
invece ha 4 anni, è una vivace bambina afghana; suo padre ha un
piccolo bazar a Kabul. Come tutti i giorni, mangerà un po' di riso a
pranzo, poi tornerà in strada a giocare con gli altri bambini, come
fa sempre. La sua infanzia sarà interrotta in un pomeriggio
qualunque, quando una jeep correrà veloce lungo il suo vialetto, un
uomo la strattonerà all'interno e non si saprà più nulla di lei
fino a chè ciò che ne rimane non sarà abbandonato davanti alla sua
casa. In quel momento i suoi genitori avranno la certezza di ciò che
le è successo, e cioè che il suo corpo è stato sventrato per
estrarne cuore, fegato, reni e cornee.
Andre
e Rhuma: storie diverse ma con due punti di contatto: la povertà che
accomunava le loro vite e il profitto che i trafficanti ricaveranno
dagli abusi compiuti su di loro. Sono queste le cause che alimentano
il traffico d'organi, business illegale che secondo una relazione
parlamentare del Bundestag tedesco, già nel 2004 aveva raggiunto le
dimensioni del commercio internazionale di droga e armi. Un mercato
difficile da fermare secondo l'associazione americana Organs Watch,
almeno finchè non verranno meno la domanda, molto forte nei paesi
occidentali (ad esempio solamente negli USA al 1° gennaio 2009
c'erano 83.126 persone nella lista d'attesa dello United Network for
Organ Sharing per un trapianto di reni), ma soprattutto l'offerta di
“materia prima”, favorita dai paesi in preda a guerre civili o
forti depressioni economiche.
“Un occidentale sa che
rivolgendosi al mercato clandestino, otterrà quello che cerca in
tempi rapidi” - dichiarò Giorgio Brumat, fondatore dell'AIDO,
Associazione Italiana Donatori
Organi, Tessuti e Cellule. In effetti è proprio così. Nessuno
denuncia la scomparsa di un figlio se quel figlio è già orfano.
Quel ruolo spetta allora alle associazioni umanitarie o
ecclesiastiche.
Sarebbero milioni i
bambini in vendita, usati per il traffico illegale di organi in tutto
il mondo, secondo i dati riportati nel gennaio 2010 dal dossier
Fides, l’agenzia vaticana per l’evangelizzazione dei popoli.
Dossier che ha favorito l'apertura di un'inchiesta in Albania, dove
circa duemila bambini, sarebbero stati trasferiti illegalmente in
Grecia e in Italia, per essere sottoposti a trapianti. Ma che ha dato
il via anche al troncone italiano, seguita dal pubblico ministero
romano Adelchi D’Ippolito. Tra le pagine del dossier si scopre una
sorta di ‘listino prezzi’ che prevede fino 30000 euro come costo
di un fegato. Anche se l'organo più richiesto e più pregiato resta
il rene: in India più di 1000 reni all’anno vengono venduti da
donatori viventi, in Moldavia 3000, in Nepal 1500, in Brasile 1800;
in Iran, dopo che la vendita è stata legalizzata, lo hanno fatto in
25mila.
Tornando
all'Italia, il ministro dell'Interno Maroni ha dichiarato lo scorso
anno che i bambini extracomunitari di cui si sono perse le tracce nel
2008 a seguito degli sbarchi a Lampedusa sarebbero 400 su 1.320: «Di
loro non abbiamo più notizie. Incrociando questo dato con alcuni
esposti sul traffico di organi, arrivati dai paesi d’origine di
questi minori, possiamo ritenere che il fenomeno tocchi anche il
nostro paese»
- disse allora il ministro.
In
generale, il giro d’affari del traffico illegale di bambini rapiti
per espianto degli organi ammonterebbe a 1,2 miliardi di dollari
annui. Ma il fenomeno non tocca solo i minori; in paesi come Brasile,
Argentina, Russia, secondo le denunce di Organs Watch sarebbero molti
i pazienti ospedalieri a cui sarebbero espiantati gli organi
dichiarandone la morte celebrale, dopo averli indotti al coma
farmacologico.
C'è
poi il caso della Cina dove il
95% degli organi messi sul mercato illegale viene dai corpi dei
condannati a morte
secondo la Onlus LAOGAI.
Un
quadro drammatico, ancora tutto da definire. Secondo Dick Marty,
europarlamentare svizzero promotore di una mozione sul tema
recentemente approvata a Strasburgo, “l'azione repressiva
contro questo fenomeno dovrebbe essere molto più incisiva, con l'approvazione di risoluzioni internazionali, ma
soprattutto l'introduzione nelle legislazioni degli stati di
provvedimenti che lo contrastino punendo tutti gli attori
che interagiscono in queste operazioni criminali: non solo i
trafficanti ma anche le equipe mediche che si prestano agli
interventi o i governanti che favoriscono questo tipo di mercato nel
loro paese”.
Lo
dobbiamo ai tanti Andre e Rhuma i quali corpi gridano giustizia.
A.Z.